Un grillino a sua insaputa

La campagna elettorale è iniziata e la stampa ce lo rammenta ogni mattina pubblicando “veline” più o meno pittoresche: le classiche proposte, di chi ormai “vècio” della politica nostrana, cerca in tutti i modi di farsi percepire come nuovo. Il tentativo, ovviamente, potrebbe riuscire solo per tre tipi di (e)lettori, ovvero: quello che si ferma al titolo spesso fuorviante; quello che legge un rigo sì e un rigo no; quello affetto dalla sindrome del “pesce rosso”.

Ma noi “contraddittori”, “disequilibrati”, “antidemocratici” grillini (ce lo diciamo da soli prima che ci venga ribadito in qualche piccata replica) abbiamo la sindrome opposta, ovvero quella del “cavallo”: ci risulta difficile dimenticare quanto non è stato realizzato da chi è già stato espressione dell’amministrazione comunale, facendo parte di una giunta di destra.

Ecco perché siamo rimasti abbastanza delusi quando, facendo una ricerca sul web, ed utilizzando le parole chiave “Latina assessore Di Cocco”, il motore di ricerca più usato al mondo, ossia Google, nei primi dieci risultati ci ha restituito quanto segue:

– al 1° posto (23/02/2014), della testata LatinaToday, l’articolo relativo al passaggio del nostro politico nel Nuovo Centro Destra dell’ex ministro Angelino Alfano”;

– al 2° posto (13/01/2019), della testata Il Caffè, l’articolo relativo alla nomina di portavoce del partito Fratelli d’Italia della Meloni;

– al 3° posto (23/10/2019), della testata Latina Oggi, l’articolo relativo ad un suo appunto sulla mancanza di un assessore allea ttività produttive;

– al 4° posto (01/08/2014), dal sito istituzionale del comune di Latina, la nota congiunta di biasimo dell’ex sindaco Di Giorgi e del suo assessore al turismo Di Cocco, in merito all’atto vandalico compiuto all’interno della chiesa Stella Maris;

-al 5° posto (26/09/2014), della testata Latina Quotidiano, l’articolo dove viene diramata la nota relativa alle dimissioni dell’assessore Di Cocco conseguente allo strappo avvenuto con Di Giorgi in seguito al sostegno dato dal suo partito (NCD) al PD in occasione delle elezioni provinciali 2014 che videro l’elezione di Eleonora Della Penna;

– al 6° posto (26/02/2012), un video su YouTube, relativo all’ottavo festival del cortometraggio pontino, dove la presentatrice, con molto garbo, fa notare il mancato sostegno da parte delle istituzioni proprio all’ex assessore Di Cocco;

– al 7° posto (14/11/2011), della testata New Media Press, l’articolo relativo alla proposta dell’ex assessore Di Cocco di dare nuovo impulso alla via Francigena (buona intenzione divenuta poi realtà?);

– al 8° posto (25/07/2020), della testata News24, l’articolo in merito al botta e risposta sul progetto dell’autostrada Roma Latina tra il Di Cocco e l’assessore LBC Dario Bellini dove, il secondo, rimprovera il primo di scarsa memoria;-

al 9° posto (25/07/2020), della testata News24, in merito al botta e risposta sul progetto dell’autostrada Roma Latina tra il Di Cocco e l’assessore LBC Dario Bellini dove, il primo, prende atto di quanto dichiarato dal secondo ma resta dubbioso;

– al 10° posto (02/12/2016), della testata Luna Notizie, l’articolo dove l’esponente di “Cuori Italiani” Di Cocco (assicuriamo che non si tratta di omonimia ma è sempre lui che ha cambiato tre casacche), si dice contrario all’ordinanza di demolizione della struttura Globo, sotto sequestro giudiziario per lottizzazione abusiva.

Per onestà intellettuale va riportato che, tra le varie notizie evidenziate dall’indelebile macchina del tempo di Google, è emersa anche una nota di rammarico delle associazioni incluse nella cabina di regia degli eventi natalizi 2014, nell’ambito di quella ZTL voluta dall’ex sindaco Di Giorgi e ancora oggi detestata dai commercianti del centro, all’indomani delle dimissioni dell’ex assessore al turismo. Ma con altrettanta oggettività, riteniamo che delle associazioni interessate al business commerciale non possano che vedere di cattivo occhio le dimissioni di un assessore proveniente dal medesimo comparto. Comunque sia, letta la sua velina di oggi sulla “blue economy e l’innovazione”, ci viene il dubbio che sia un “grillino” a sua insaputa.