Latina, via Piave e la Meridiana dell’inconcludenza

Via Piave Latina

La prima “porta” cittadina che si incontra venendo da Roma è Borgo Piave ove, non a caso, sulla rotonda di Largo Angiolillo campeggia la scritta “Città di Latina”, che sovrasta lo stemma comunale in bronzo e marmo.

Da Via Piave al centro di Latina

Tale Borgo, per via dell’evoluzione urbanistica e demografica degli ultimi quarant’anni, può considerare parte integrante della città. Latina è unita al Borgo tramite Via Piave, lunga circa due chilometri. La strada attraversa il quartiere industriale Torre La Felce, dove sono ubicate numerose attività commerciali. Subito dopo l’importante arteria si congiunge con via Romagnoli; quest’ultima dista da Piazza del Popolo – il nostro cuore urbano – poco più di un chilometro, confluendo nel suo ultimo tratto con via Emanuele Filiberto.

Una delle strade più trafficate di Latina è via Romagnoli, dove sono ubicate le autolinee centrali. Esse costituiscono uno snodo strategico per migliaia di pendolari o semplici viaggiatori che, quotidianamente, attraversano la principale direttrice nord-ovest della città, che congiunge il capoluogo pontino alla capitale d’Italia.

Tre vie consecutive che da Borgo Piave, attraversando Via Piave, conducono a Piazza del Popolo attraverso quartieri che fanno parte della storia di fondazione del nostro capoluogo, come ad esempio il Nicolosi. Un rione popolare edificato nel 1934 per ospitare gli operai giunti alla fu Littoria proprio per terminare l’opera di bonifica dell’Agro Pontino. A pochi metri di distanza, già nel centro storico, si trova il “garage Ruspi”, un’officina del ventennio utilizzata, nel recente passato, anche per ospitare mostre d’arte ed eventi culturali.

Una ciclabile per apprezzare la nostra storia

Dunque, in soli tre chilometri e mezzo che separano il centro cittadino dalla sua porta nord è possibile attraversare gli ottantotto anni di storia della nostra bella e giovane città. Una decina di minuti in bicicletta per poter apprezzare l’urbanistica razionalista tipica di vari edifici di fondazione che invece, lungo la pianeggiante direttrice, si affacciano rassegnati tanto allo scorrere del tempo quanto all’inconcepibile assenza di una rete ciclabile che, pure in città europee meno moderne, sono da tempo una pacifica presenza, segno distintivo di una politica lungimirante ed eco-sensibile.


Bellini, LBC e l’anello… al naso! – Latina M5S


Il comune denominatore: l’incuria!

Ma cosa hanno in comune queste tre zone di Latina, ovvero Via Piave, Romagnoli e Nicolosi, oltre il tempo, la storia e le tre “rette” consecutive che le congiungono? In estrema sintesi e volendo usare una sola parola: il DEGRADO!

Il degrado sociale, legato allo stato di emarginazione e isolamento in cui versano molti residenti del Nicolosi. Cittadini costretti a vivere in una delle piazze di spaccio di droga più note della città. Il degrado urbanistico, al quale sembrano ormai essersi arresi i residenti lungo via Romagnoli, da circa quarant’anni costretti a convivere con i ruderi dell’ex fabbrica SVAR, da tempo utilizzati come riparo da disperati senza fissa dimora e tossicodipendenti.

In questa zona le opere di urbanizzazione sono ferme agli anni ottanta e mostrano ai viandanti tutta la loro vetustà. Non mancano infatti: marciapiedi dissestati, tombini divelti o fuori squadro, caditoie sifonate ricoperte di terra, verde pubblico trascurato e inaccessibile, per citarne solo alcune. Il degrado post-industriale che caratterizza la zona di via Piave, la quale, pur ormai parte integrante di Latina, perché inglobata da un continuum di edilizia disordinata, ne sembra sideralmente lontana per via dell’inettitudine politico-amministrativa che, non ha mai previsto opere di ricucitura urbanistica con il vicino Borgo che, per chi arriva dalla Capitale, rappresenta, volente o nolente, il biglietto da visita di una città del novecento che sembra non essere mai entrata nel nuovo millennio.

Nella Latina di Via Piave l’anormalità è normalità

  • Eppure, quanto sarebbe bello per i cittadini percorrere quei tre chilometri e mezzo, avanti e indietro, con una bicicletta, senza alcuna paura di essere investiti? Molto.
  • Quanto sarebbe piacevole, per una madre con una carrozzina o per un disabile, muoversi sui marciapiedi di via Romagnoli senza incappare in buche, ostacoli, rifiuti di qualsivoglia genere, facile preda di randagi e ratti?Molto.

In nessun altro capoluogo europeo tre zone così importanti, interconnesse e dense di storia verrebbero abbandonate all’incuria e alla sciatteria che, tuttavia, da anni le pervade senza soluzione di continuità, a prescindere dal “colore” politico amministrativo.

In quest’area di Latina il monumento all’inconcludenza è senza dubbio rappresentato dalla ciminiera dell’ex SVAR. Un luogo che non è più un fumaiolo, ma una meridiana. Una meridiana che segna il tempo perso dai politicanti che, in questa città, fantasticano di aeroporti, porti, autostrade, metropolitane e ospedali. Una classe politica che in realtà non è nemmeno in grado di portare a termine semplici opere di manutenzione e di riqualificazione urbana.

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