Di Cocco: Se lo pensa lo dice … epperò sbaglia

Di Cocco Quelo

Il M5S Latina ha appreso che, secondo il portavoce comunale di Fratelli d’Italia ed ex Assessore al turismo della giunta Di Giorgi (2011-2014), Gianluca di Cocco, il reddito di cittadinanza sarebbe “un clamoroso fallimento” a causa della presunta chiusura dello sportello comunale adibito ad impiegare i percettori del contributo economico nelle mansioni, socialmente utili, stabilite dall’amministrazione comunale.

Di Cocco e le denunce che lasciano il tempo che trovano

La denuncia del Di Cocco, oltre a essere priva di fondamento, è anche pretestuosa. Infatti, come riportato dall’amministrazione comunale sul relativo sito istituzionale, il servizio sarebbe in fase di rinnovamento attraverso una gara ad evidenza pubblica in via di definizione, ma comunque attivo. Inoltre, per ottenere il reddito di cittadinanza, il cittadino bisognoso deve avvalersi di altri canali. Infatti, prima di tutto, è chiamato a presentare la domanda alle Poste, ad un CAF oppure tramite il previsto sito web al seguente indirizzo: redditodicittadinanza.gov.it; sarà poi l’INPS a esaminare la situazione reddituale e familiare del richiedente per concedere il beneficio.

Insomma, le critiche mosse dall’ex assessore Di Cocco non trovano alcun riscontro. Ricordiamo che soltanto in provincia di Latina sono oltre 25 mila i percettori del Reddito di Cittadinanza con un assegno medio di 530 euro. Come si fa, dunque, a definirlo un fallimento?

Rileviamo, inoltre, una profonda contraddizione nel comunicato del Di Cocco che critica l’importante provvedimento governativo di sostegno ai cittadini più deboli (varato grazie al Movimento 5 Stelle) con la solita retorica dei “furbetti” ma, allo stesso tempo, si lamenta perché le presunte mancanze dell’amministrazione locale non consentirebbero la relativa fruizione del reddito di cittadinanza da parte degli stessi.


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I controlli

Per quanto riguarda gli abusi fraudolenti da parte di quei pochi cittadini che hanno ottenuto il sostegno economico pur non avendone diritto, ricordiamo al portavoce comunale di Fratelli d’Italia come i controlli a campione operati dall’INPS, ad oggi, si sono rivelati molto efficaci. Come quando le forze di polizia hanno bloccato il reddito di alcuni componenti del Clan Di Silvio. Gli stessi soggetti sono stati accusati di indebita percezione e falso in atti e dichiarazioni. Un reato che, se condannati, prevede la reclusione dai due ai sei anni. Dunque, anche in questo caso, pare che il Di Cocco abbia palesemente sbagliato il proprio assunto.

Se lo pensa lo dice… epperò sbaglia!

Alla luce delle numerose “sviste” del portavoce comunale di Fratelli d’Italia, ci chiediamo come possa un ex assessore, che vorrebbe candidarsi a guidare la seconda città del Lazio, non conoscere la corretta procedura di un importante atto amministrativo nota anche a un consigliere comunale. Ma sbagliare è umano! Soprattutto quando si sotto pressione poiché, forse, si è compreso di non essere considerati all’altezza dalla propria coalizione che, dopo mesi di annunci, sta ancora cercando altrove un candidato sindaco spendibile che faccia dimenticare i disastri amministrativi del passato. In fin dei conti il Di Cocco “se lo pensa lo dice…” epperò sbaglia!