Consiglio comunale 29-12-2021

Lo scorso 29 dicembre si è tenuto l’ultimo consiglio comunale del 2021.

Una seduta consiliare, durata sette ore e mezzo, dove gli assessori competenti hanno relazionato in merito ai 14 punti all’ordine del giorno, mentre diversi consiglieri comunali hanno esposto il proprio punto di vista al riguardo.

Ma quanti, di questi “punti di vista”, sono entrati davvero nel merito delle 14 proposte di delibera? La maggior parte delle quali, peraltro, era da approvare, poiché si trattava di atti dovuti e relativi a debiti fuori bilancio da saldare, in quanto figli di sentenze passate in giudicato.

I debiti più pesanti, come noto, erano quelli che il comune ha dovuto appianare nei confronti del vecchio gestore dei trasporti pubblici ATRAL il cui contratto, scaduto nel 2010, fu rinnovato in deroga sino al giugno del 2018.

Ma chi ha governato Latina dal 2010 al 2016? E chi ha permesso a Latina di uscire definitivamente dall’era ATRAL? Dunque il senso di responsabilità avrebbe dovuto essere trasversale. Invece Lega, Fratelli d’Italia e Latina nel Cuore hanno preferito che la “polvere sotto il tappeto”, lasciata dalle passate amministrazioni di centro-destra, venisse spazzata via solo da quelle compagini politiche che hanno, responsabilmente, deciso di sostenere le linee programmatiche sindacali, ovvero: LBC, PD, LATINA 2032, RIGUARDA LATINA, M5S, FARE LATINA e FORZA ITALIA.

I punti all’ordine del giorno, dunque, hanno dato a certi consiglieri d’opposizione il pretesto di continuare una personale propaganda al solo scopo di tentare uno sterile ostruzionismo, funzionale al prolungamento di un consiglio comunale già complicato da una sessione telematica rallentata da connessioni di rete non stabili.

Tuttavia, la città ha bisogno di risposte e non di polemiche improduttive. I cittadini vogliono garantiti quei servizi per cui pagano le tasse. Tra questi cittadini che hanno bisogno di risposte urgenti ci sono i pescatori di Rio Martino, che sono ormai impossibilitati ad uscire in mare e dunque a lavorare per portare a casa quanto necessario alla sussistenza delle rispettive famiglie.

Al riguardo, l’amministrazione che in questi due mesi ha comunque lavorato senza soluzione di continuità, al netto dello stallo politico delle commissioni risoltosi con la capigruppo di ieri, con l’assessore Adriana Calì (in quota M5S) si è subito attivata per cercare di accelerare i tempi burocratici, inevitabilmente rallentati sia dal periodo natalizio sia dalla cronica carenza di dirigenti che deve essere risolta il prima possibile.

La politica deve essere al servizio del cittadino, ormai stanco di ascoltare l’inconcludente e vittimistica retorica di chi non si rassegna al fatto che i Latinensi, pur dando la maggioranza al centrodestra, non ne hanno avallato anche la relativa guida, giudicata evidentemente non appropriata.

In democrazia, inoltre, se non c’è una chiara sfiducia, e i numeri del centrodestra l’avrebbero permessa, si può governare con una maggioranza programmatica, nell’esclusivo interesse di una città che non si può permettere un’ulteriore commissariamento dopo i due consecutivi dell’era Zaccheo 2 e Di Giorgi.

Latina ha bisogno di decoro, manutenzioni, servizi, nuove opere pubbliche; dunque di stabilità e non di un’eterna campagna elettorale o, peggio, di uno stallo amministrativo che impedirebbe la risoluzione delle problematiche che i cittadini vivono quotidianamente sulla propria pelle.